Il Mali e Fabrizio Caròla

15 LUGLIO / SALA DELUXE / ORE 17:00

IL MALI E FABRIZIO CARÒLA

Mali, Italia

In collaborazione con il Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori – Dipartimento Cooperazione, solidarietà e protezione civile.

Coordinamento: Walter Baricchi

Documentazione video: Valentina Piscitelli

Assistenza grafica: Simona Castagnotti

Edizione e montaggio: Bruno Maurizi

Anno: 2019

Durata: 10 min

Trama

Il documentario ripercorre la vita di Fabrizio Caròla (1931-2019), architetto che dedicò la sua vita a studiare e innovare metodi costruttivi per le regioni semi-aride del continente, lavorando principalmente in Mali, nel sud della Mauritania e nel nord del Ghana.
Nell’epoca immediatamente successiva alle indipendenze, mentre schiere di tecnici e intellettuali pensavano di dover portare i lumi della tecnologia occidentale ai Paesi “sottosviluppati”, Fabrizio Caròla intraprese un percorso opposto. Iniziò infatti a studiare l’architettura vernacolare e popolare. Alla base del suo modo di intendere l’architettura è sempre stata la convinzione di dover fare a meno di materiali e tecnologie importate e di limitare al massimo lo spreco di risorse preziose per i contesti in cui si opera, nel caso del Sahel acqua e legno.
Fra le sue opere più note e interessanti l’ospedale di Kaedì, in Mauritania, il mercato di Mopti e il mercato delle erbe a Bamako, il Centro di medicina di Bandiagara in Mali, oltre al palazzo del Re di Dahomey per il film Cobra Verde di Herzog in Ghana (tratto dal Vicerè di Ouidah di Bruce Chatwin).